silvia falcomer

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INTERVISTA AD ALESSANDRA CROCETTA DI GRAFICA MATRIMONI

Sono sempre stata affascinata dalle donne forti, indipendenti, dalle donne che riescono a costruirsi un futuro da sole, guidate da un sogno, da una passione. Alessandra di Grafica Matrimoni è sicuramente una di queste donne. Con questa intervista voglio raccontarvi un po’ del suo percorso professionale ma anche personale e capire come sta affrontando questo periodo di incertezze.

Chi sei, di cosa ti occupi e come hai iniziato.

Mi chiamo Alessandra e sono una designer freelance. Sin dalla giovane età avevo le idee chiare su quello che volevo fare da grande. Diplomata in grafica pubblicitaria, con una laurea in Design del Prodotto e una in Comunicazioni Visive e Multimediali sognavo un futuro come art director. Pur non avendo temporeggiato con gli studi, ho iniziato a lavorare forse troppo tardi. Avevo già 24 anni e fare gavetta in questo settore, se sei donna, è dura. Ho cominciato come grafico per un anno in un’agenzia di comunicazione e, successivamente ho trovato impiego in uno studio fotografico dove ho acquisito altre competenze più legate al ruolo di account e project manager. Gestire i progetti e relazionarmi con i clienti era l’aspetto che amavo di più ma, occuparmi solo di fotografia e video per me era troppo poco. All’università avevo sviluppato altre competenze, come l’editoria, la tipografia e la creazione di identità aziendali. In studio sono rimasta per oltre 4 anni ed è stata una bella e al tempo stesso durissima esperienza che mi ha fatto crescere moltissimo. Nel 2014 rinunciai al posto fisso per aprire la partita iva e mettermi in discussione. Piena di aspettative ed ambizioni fui contattata da alcuni ragazzi per creare un’agenzia di comunicazione, dove il mio ruolo era finalmente quello di art director. Potevo gestire in modo completo un progetto. Grafica, fotografia, web tutti sotto un mio controllo coordinato.Dopo due anni l’agenzia era cresciuta ma io avevo trovato l’amore e scelto di diventare mamma e contemporaneamente tra soci le condizioni per lavorare erano cambiate. Nel 2016, con una bimba piccola, dovetti ricominciare da zero e da sola. Ansia, frustrazione sul futuro ma ancora desiderio di scoperta e riscatto professionale, mi hanno portato a lottare per ciò che sognavo. Mentre continuavo a lavorare per alcune realtà gestendo cataloghi e identità, un’amica mi chiese di progettare per lei la grafica del suo matrimonio. Inizialmente ero spaesata, non sapevo bene dove trovare alcuni materiali ma la curiosità era tantissima. Così, mentre osservavo il mio mondo cambiare, capii che questo era il mio posto, potevo costruirmi un nuovo futuro. Nel 2017 creai il marchio Grafica Matrimoni perché volevo mantenere distinte le mie due anime, designer e consulente per aziende e grafico per matrimoni. Sempre quell’anno iniziai a progettare il mio matrimonio e questo contribuì a farmi amare questo ambiente. Contemporaneamente contattai la wedding planner, Francesca Di Toma, e le proposi di lavorare assieme ed affiancarla durante i suoi eventi. Grazie a lei ho contribuito alla progettazione grafica di matrimoni bellissimi dove il mio ruolo si fondeva perfettamente con il suo. Quello che prima realizzavo per le aziende ero riuscita a trasportarlo nel mondo dei matrimoni.

Cosa ha portato “Grafica Matrimoni” al tuo mondo di designer e consulente?

Grafica Matrimoni mi ha sicuramente aperto un mondo di opportunità. Il rapporto che si crea con le coppie è meraviglioso e la crescita è esponenziale. Lavorare tre anni in questo settore è come fare 10 anni in agenzia, perché i progetti da realizzare sono tantissimi e sempre differenti. Ogni anno sviluppo l’immagine grafica di circa venti matrimoni, poi ci sono gli shooting con i fornitori, il marketing e la consulenza costante. La cosa incredibile di questo lavoro è la sinergia che si crea tra persone e partner. Grafica Matrimoni è sicuramente un forte stimolo perché mi offre la possibilità di sperimentare e conoscere lavorazioni artigianali che mi tornano utili anche quando progetto identità per aziende e piccole realtà artigiane di nicchia.

Com’è cambiato il tuo lavoro dall’inizio della quarantena?

Inizialmente non ci volevo credere, perché questo doveva essere l’anno della svolta. Avevo investito su ricerca e personale per potermi ingrandire ma ho dovuto rivedere i miei piani e fare un passo indietro. Mi sono dedicata di più a mio marito e alla bimba e grazie al suo appoggio e quello di mia mamma sono riuscita a non fare pause.
Abitando vicino ai miei genitori sono stata sicuramente una mamma privilegiata perché avevo l’aiuto dei nonni in questi giorni di quarantena. Sono riuscita a chiudere alcuni progetti che avevo messo da parte e mi sono dedicata alla formazione e alla pianificazione sulle mie piattaforme social.

Quali sono gli ostacoli che hai dovuto affrontare a livello professionale?

A livello professionale l’ostacolo più grande è forse quello di essere donna. Il fatto di aver scelto di crearmi un mondo più “femminile”, Grafica Matrimoni per l’appunto, mi ha portato a conoscere molte professioniste donne.
Prima di allora lavoravo prevalentemente con uomini con i quali mi trovavo benissimo ma arriva un momento della vita dove forse cerchiamo di avvicinarci a persone più simili a noi. Essere donna e imprenditrice non è sempre facile soprattutto se hai famiglia.

Quali sono gli ostacoli che hai dovuto affrontare a livello personale?

A livello personale l’ostacolo più grande è il tempo, che in quarantena avevo un pò riscoperto. Svegliarsi con più calma, giocare un po’ con la bimba e fare dello sport con mio marito. Ovviamente questa condizione è durata non più di un paio di settimane perché con il lavoro non mi sono mai fermata. Ho lo studio in casa quindi appena avevo un secondo libero andavo in ufficio a pianificare il mio futuro.
Questo è sicuramente l’aspetto più duro del libero professionista. Devi sempre cercare un modo per farcela. Sicuramente in tutto questo aiuta avere al fianco un compagno che ti sprona e sostiene.

Fiori di Anneris Flower Farm 

Hai una bambina piccola, dal punto di vista di madre, quali sono stati i momenti più difficili e quelli più belli durante la quarantena?

I momenti più difficili sono stati all’inizio quando ero più frustrata nel vedere sfumati mesi di lavoro e tutti lo percepivano in casa. Ero nervosa e non sapevo bene cosa avrei fatto. Poi ho finalmente fatto pace con me stessa. Ho preso per mano mia figlia e ho iniziato a raccontarle storie. Si pranzava e cenava tutti assieme, facevamo delle passeggiate tra le vigne di casa. Tutto era più lento. E’ stato un po’ come stare in vacanza anche se come ho detto sopra questo stato è durato poco. Non sono molto abituata a fermarmi.

Quali sono le lezioni che hai imparato durante questo periodo di riflessione?

Ho riflettuto molto sul vivere sempre il presente e gustare ciò che si ha in questo momento. Io avevo la mia famiglia vicina quindi ho sofferto poco ma avevo comunque paura per i miei genitori.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Le mie fonti di ispirazione sono molte, da fotografi a stilisti ad artisti. Sicuramente sono quasi tutte donne e dal carattere forte. Donne che hanno lottato per i propri diritti e per costruirsi un futuro, da Tina Modotti a Frida Khalo.

Hai un artista a cui ti ispiri?

Mi ispiro a varie persone. Ci sono delle agenzie di comunicazioni che seguo come Pentagram, Left Loft e altre realtà che operano invece nel settore wedding. Mi piacciono molto i lavori di alcune calligrafe e designer, ma anche wedding planner. Sicuramente tutte queste influenze si vedono nel mio lavoro.

Qual’è il messaggio che grafica matrimoni vuole trasmettere?

Se avete un sogno, lottate e rendetelo realtà. Seguite sempre il cuore e lo stomaco perché vi aiuteranno a fare la scelta giusta anche se all’inizio magari non sembrerà così. Io sono fortunata perché ho al fianco un uomo che amo, che mi sostiene e una bimba meravigliosa.

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