silvia falcomer

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INTERVISTA AD ELISA DI ANNERIS FLOWER FARM

Ci tenevo tantissimo ad intervistare Elisa, perché ho una grande ammirazione per quello che fa e per quello che è riuscita a costruire negli anni. Quella che vedete qui sotto è Anneris flower farm, ma voglio lasciare subito la parola ad Elisa, ci parlerà della sua filosofia, del suo modo di lavorare (nel massimo rispetto della natura), del suo sogno ma anche di come ha affrontato questo periodo di cambiamenti inaspettati dovuti al Covid-19.
Elisa mette cuore, anima ed energie in tutto quello che fa, spero che questa intervista possa esservi d’ispirazione, come lo è stata per me.

Una breve introduzione di te stessa, di cosa ti occupi e come hai iniziato.

Sono Elisa, paesaggista di nascita e fiorista di cuore come dico io! Ho preso una laurea all’università di Padova in progettazione di giardini, ma l’amore per il verde e la natura risale alla mia infanzia vissuta tra vigneti, pic nic sulle proprietà terriere dei nonni e scorrazzate sui trattori, nei bei tempi in cui si potevano trasportare passeggeri!
Dopo l’università ho cominciato un percorso di studi floreali in Italia, ma volevo di più! Un giorno parlando con Erica Vaccari di Viaggi Floreali ho conosciuto il bel mondo botanico inglese, della Flower Farm dove i fioristi si coltivano i fiori in modo ecologico e si lascia spazio al fiore com’è in Natura, senza l’uso di spugna altamente inquinanti. Da lì ho iniziato a progettare Anneris, la mia creatura, il mio laboratorio, l’anima pulsante della mia vita.
Coltivo un gran numero di perenni, ricerco fiori particolari e meno usuali senza usare pesticidi o strutture per rendere gli steli perfettamente dritti!

Com’è cambiato il tuo lavoro dall’inizio della quarantena?

Il lavoro inizialmente si è bloccato. Posticipate tante date, rifatto preventivi per le stagioni diverse delle date. Gli sposi però sono stati gentili, pazienti hanno davvero compreso la situazione e compreso la mia difficoltà tra la
coltivazione dei fiori e il poco tempo per riprogrammare tutto. Ora stiamo riprendendo, un passo alla volta!

Quali sono gli ostacoli che hai dovuto affrontare a livello professionale?

Gli unici ostacoli sono stati le riprogrammazioni di tutte le semine, il blocco della semina di alcune varietà rispetto ad altre. Ricalcolare un anno intero in poche settimane è stato davvero mentalmente molto faticoso.
A livello personale invece ho la fortuna di avere un marito pazzesco e una famiglia che mi supporta in tutto e per tutto! Lo dico sempre “la Famiglia è potere” e ne sono certa di questo.

Quali sono le lezioni che hai imparato durante questo periodo di riflessione?

Più che lezione ho capito una cosa molto semplice. Viviamo in un mondo in cui l’accelerazione è il nostro pane quotidiano. La normalità è avere tutto a portata, sempre in qualsiasi giorno, ora o periodo.
La vita è una. Ho sempre messo il mio lavoro alla base di tutto (mi chiamano tornado infatti). Vorrei cercare di alzare quel piede dall’acceleratore e godere di questa vita, fermarmi, buttarmi in un prato di Margherite e guardare il passare delle nuvole come facevo da bambina.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Che bella domanda! La Natura! Quello che mi circonda sono le mie fonti di ispirazione principali. Il ricreare qualcosa che esiste naturalmente è la soddisfazione più grande!

Hai un artista che ammiri?

In realtà seguo moltissime persone, nei campi più disparati. Ammiro moltissimo studiando i suoi stili compositi, il paesaggista Piet Oudolf. Non posso dimenticare però chi mi ha fatto innamorare delle rose, della perenni e della progettazione, Geltrude Jekyll, donna imprenditrice all’avanguardia di altri tempi!
E parlando di Donne imprenditrici… beh la mia mamma! Una forza della Natura, non è un artista. È il mio braccio destro, la mia spalla di supporto, colei che spinge perché devo fare sempre di più!

Qual’è il messaggio che Anneris flower farm vuole trasmettere?

Oddio! Non ci ho mai pensato! Rispetta e Preserva il mondo in cui viviamo? No, quello è più un messaggio mio personale!
Il messaggio di Anneris… vi riporto un piccolo frammento di conversazione con Erica di qualche giorno fa, e a pensarci io do per scontato tantissime cose pensando che le altre persone lo sanno a priori.
La filosofia di Anneris è cercare il più possibile di coltivare i fiori in modo del tutto ecologico. A 5 anni (ne mancano 2) dovrei essere autonoma al 100%. Perche questa scelta? Certo bisogna avere del terreno, delle basi agronomiche solide, tanto impegno e costanza, ma con quello che ci circonda possiamo dare tanto, non serve reperire materiali dal Kenya dove le risorse idriche sono già al collasso e i colossi stranieri prelevano e avvelenano le pochissime falde acquifere, almeno proviamoci a chiedere più locale e proviamo a rispettare il mondo che ci rimane. Un passo alla volta. Sempre.

Anneris per Herb cittadella

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